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変体仮名

Di certo non serve che ve lo venga a dire io che i kana furono creati in Giappone a partire dalle forme corsive dei 万葉仮名 man’yōgana, cioè i kanji presi per la loro lettura. Tuttavia come ogni cosa nel suo stadio iniziale ebbe bisogno di un certo periodo di assestamento. Sembra infatti che non ci fosse una vera e propria convenzione nella scelta e quindi frugando tra i testi antichi, e meno antichi, per una stessa sillaba si possono trovare diverse varianti. Continua a leggere »

Non c’entra assolutamente nulla con i kanji, almeno in apparenza, ma mi pare comunque interessante, perciò eccolo qua. Ieri mi sono imbattuto in una antica poesia cinese che mi ha colpito per la sua saggezza. Dopotutto si sa, i cinesi di un tempo erano saggi, quelli di oggi forse un po’ di meno, ma questa è solo una mia opinione. Continua a leggere »

漢数詞 – Ancora sui numeri

Prima di andare a letto un altro post breve sui numeri. 一,十,百,千,万,憶,兆… ok. Basta aprire un giornale e si trovano tutti (soprattutto gli ultimi in questo periodo di crisi). E se si pensa che l’ultimo equivale a mille miliardi o un trilione che dir si voglia sembrano più che sufficienti. Ma ovviamente non lo sono, e non ci volevo certo io a dirlo. Quello che non mi aspettavo è che a differenza del nostro sistema di numerazione che non concepisce termini al di sopra del normalmente usabile e li rende con “eufemismi” matematici del tipo 10x sembra che i matematici giapponesi siano andati oltre coniando, o meglio scegliendo, caratteri per i numeri fino alla soglia dello stratosferico. Continua a leggere »

Post breve, per vostra fortuna, sui kanji alterantivi per scrivere i numeri. Si, perché per evitare contraffazioni (è abbastanza facile aggiungere un tratto ad uno uno e farlo diventare due, tre e molti altri…) nei documenti ufficiali giapponesi e cinesi usano tutt’oggi altri kanji per indicare le cifre “importanti”. Continua a leggere »

Prima dell’uso imperante del katakana per traslitterare qualsiasi parola straniera l’uso era quello di coniare un nuovo termine usando appunto i nostri amati kanji. Anche i nomi dei paesi con cui la Cina, e poi il Giappone venivano a contatto sono stati pian piano resi in caratteri, seguendo talvolta una trascrizione fonetica talvolta una più libera. A differenza di quanto pensavo sembra che anche i paesi per cui si usa comunemente il katakana abbiano un loro corrispettivo in Kanji. Non so se questo sia vero per tutti i paesi del mondo, ma sarei potuto morire convinto che in giappone l’unico modo per scrivere Thailandia fosse タイ, e invece scopro con piacere che esiste anche un modo per scriverlo in kanji (泰), il che come immaginerete mi riempie il cuore di gioia. Continua a leggere »

筆順

O anche 書き順 non è altro che l’ordine dei tratti con cui si scrivono i kanji. Generalmente nello studio del giapponese, o almeno nella mia esperienza, è una nozione piuttosto bistrattata, tanto che quando mi sono reso conto di quanto questa ennesima complicazione dei caratteri cinesi sia importante mi sono dovuto mettere a reimparare da capo il giusto ordine di almeno un centinaio di kanji che pensavo di aver già belli pronti da usare nella mia memoria. Continua a leggere »

人名用漢字

I Jinmeiyō kanji, come dice il nome stesso non sono altro che i kanji usati per i nomi propri. Per favorire la leggibilità dei nomi propri il governo giapponese ha infatti posto delle limitazioni d’uso ai kanji usabili per attribuire un nome al nascituro, stilando una lista che ha subito variazioni nel corso degli ultimi anni e la cui ultima modifica risale al 27 Settembre 2004. Continua a leggere »